Seguire la narrazione di Chuck Palahniuk non è sempre facile. Il lettore può provare due tipi di reazioni davanti alle parole dello scrittore statunitense: fastidiosa confusione o fascino magnetico; una non esclude l’altra. Quando meno se lo si aspetta, Palahniuk arma una granata nel bel mezzo della trama, che ha effetti stupefacenti e contrari alle aspettative: mette ordine, facendo acquisire senso al tutto. Così nascono, crescono e diventano immortali le opere di Palahniuk, critico nei confronti della società americana come nessun altro è in grado di fare. Survivor, romanzo del 1999, è l’ennesimo racconto delirante del delirio a stelle e strisce.

I Creedish sono una delle sette che popolano la galassia ultra-cristiana Usa. Isolati dal resto del mondo, ogni individualismo è annullato da un esagerato spirito di abnegazione, per il quale si è privati di qualsiasi forma di piacere e votati solamente al lavoro: una vita passata a studiare versi dell’Antico Testamento, facilmente sacrificabile in un suicidio di massa. “Quello che ti insegnano nel distretto della comunità della Chiesa è di non desiderare nulla. Tenere un’espressione mite e guardare verso il basso. Conservare una postura e una condotta umili”.
Tender Branson vive il dramma del sopravvissuto: secondogenito di un parto gemellare, è stato letteralmente venduto come schiavo a una famiglia facoltosa. In ogni istante della sua vita un pensiero intrusivo lo accompagna: “devo uccidermi, non posso avere il privilegio di essere ancora in vita”.L’incontro con la fama però spariglia le carte del suo destino.

Negli Stati Uniti (di riflesso, in Occidente) una storia, una persona, può entrare nel tritatutto della visibilità: la carcassa passa sotto le lame della spersonalizzazione, che affettano e annullano l’individuo, successivamente rimpastato nel bland più vendibile e accattivante, incellophanato nell’estetica e pronto alla spettacolarizzazione. Tender è La storia di riscatto, di uno che a suo modo ce l’ha fatta, da vendere al pubblico di disperati in cerca di un nuovo Messia da seguire, bello, carismatico e strafatto di farmaci. La fede diventa così un bene, la preghiera un bisogno da intercettare e soddisfare con il prodotto giusto: “è la maniera con cui la gente concentra la propria energia intorno a un bisogno specifico; […] la gente prega per risolvere i problemi”. Nella patria dell’entertainment, Tender sposta il circo della fede in giro per la nazione, prosciugando la sua esistenza tra firmacopie di libri di preghiere, predizioni express, convention e talk show.

La scia positiva di predizioni, avute da una Pizia contemporanea di nome Fertility, si interrompe quando tocca la cosa più sacra sul suolo americano: non il POTUS, bensì il Super Bowl. L’ammirazione si trasforma in odio, il sopravvissuto in presunto serial killer: a Tender non rimane che la fuga dai riflettori.
Il lettore conosce la parabola di Tender dalla voce di Tender stesso: per salvare Fertility deve realizzare un’ultima profezia, che prevede il dirottamento di un aereo. Il protagonista, solo al comando dell’aereo, racconta la sua storia alla scatola nera. Una confessione, l’urlo di un innocente, un gesto estremo di visibilità: cosa si è disposti a fare per scrivere un puntino nero sulla pagina infinita del fluire del tempo? La numerazione di capitoli e pagine procede a ritroso, un countdown che segue lo spegnimento dei quattro motori del velivolo, in picchiata verso la fine del romanzo e del protagonista.

Survivor è un’amara commedia contro l’Occidente ipocrita, spirituale ma blasfemo, casto ma perverso, dove tutto è sacro ma ad un prezzo contrattabile. Palahniuk fotografa il prototipo americano e lo mette a nudo, di fronte alle sue contraddizioni e al continuo bisogno di riconoscersi in qualcuno e qualcosa, tranne che in se stesso.
Attuale nonostante i suoi 25 anni, questo romanzo oggi potrebbe avere come protagonista un criptoguru, un life coach o un esperto di brand identity: non venderebbero preghiere, ma risponderebbero ai bisogni di realizzazione del pubblico di Tender. Quale periodo migliore per trarre un film da questo romanzo?


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