Ho sempre subito il fascino dei luoghi che contengono libri.
Gli scaffali nelle case delle persone, imbarcati e stracolmi, capaci di traboccare aneddoti da ogni volume più di una cena tra amici. Le librerie, soprattutto quelle indipendenti, oasi per lettori assetati d’inchiostro e di storie. Le biblioteche, custodi del sapere vestite di una certa sacralità, forse anche per quell’ormai demodé obbligo di silenzio. A dirla tutta, qualsiasi persona con un libro in mano, o che abbia a che fare per più o meno tempo della propria giornata con questo oggetto, calamita la mia curiosità.
Galeotto fu il libro: racconti di vite dietro ai libri nasce proprio per provare a saziare questa curiosità. È un viaggio tra le persone che, in modi diversi, hanno scelto di mettere i libri al centro della propria vita: per lavoro, per passione, per vocazione o, magari, semplicemente perché a un certo punto un libro ha cambiato la direzione del loro cammino. Vorrei incontrarle e raccontare le loro storie: le difficoltà e le soddisfazioni, le scelte, gli incontri, le passioni e le contraddizioni di un settore nel quale è sempre più difficile sopravvivere e dove, troppo spesso, le prime sembrano affossare le seconde.
Perché dietro un libro non c’è soltanto chi lo ha scritto: ci sono persone che lo scelgono, lo traducono, lo illustrano, lo vendono, lo conservano, lo raccontano, lo portano in scena. E ci sono luoghi che, grazie ai libri, diventano qualcosa di più di semplici luoghi.


